Aug 18

C’è da dire che le ultime versioni di Wordpress sono veramente spettacolari. Ricordo ancora i tempi in cui per aggiornare la piattaforma di blog era necessario fare un bell’upload via FTP, stando attendi a non sostituire cartelle o file vitali, pena la perdita del proprio lavoro.
Con le ultime versioni di Wordpress, invece, è sufficiente fare click sull’apposito pulsante posizionato nella dashboard del proprio blog, attendere qualche minuto e il gioco è fatto.
Con un paio di click ho aggiornato sia la piattaforma, sia alcuni dei plug-in che utilizziamo qui su MacZine.

Et voila, MacZine si è rifatta la faccia, anzi, la piattaforma :-)

Bookmark and Share
Aug 09

Paparazzi!

URL: http://derailer.org/paparazzi/

Prezzo: donationware

Chissà quante volte avete avuto la necessità di salvare una pagina web per conservarla nel vostro hard disk, per leggerla quando siete in aereo o in treno (senza connessione internet) o magari per inviarla ad amici o colleghi. In questi casi vi sarete resi conto di quanti problemi possano esservi per fare tutto ciò: in che formato salvare la pagina? con che programma l’altra persona aprirà la copia della pagina? come mai la pagina web non viene visualizzata correttamente? perché non riesco a salvare le immagini incluse nella pagina?

E allora magari avrete provato a fare una bella fotografia della pagina web usando la scorciatoia da tastiera mela-shift-3, però che fare quando la pagina è particolarmente lunga e diventa necessario fare uno scroll verso il basso per visualizzare il resto della pagina?

Ecco che in tutti questi casi ci viene in aiuto Paparazzi!, un ottimissimo programma che consente di fare una bella foto a una pagina web nella sua interezza. Ciò significa che anche nel caso in cui la pagina sia particolarmente lunga, Paparazzi! riuscirà a catturarla tutta in un unico file.

Le opzioni presenti nel programma sono molteplici e l’utente potrà decidere il formato della immagine (dal classico PNG al PDF o a TIFF), le dimensioni della immagine e molto altro ancora. Colpisce positivamente la possibilità di accedere direttamente ai bookmark di Safari o di Firefox e la possibilità di interagire con la pagina prima di scattare la fotografia (così da poter ad esempio inserire userid e password con pagine protette, per sfogliare pagine e arrivare a sezioni specifiche, etc.).

Paparazzi! è un utilissimo strumento e il fatto che sia donationware è un motivo in più per scaricarlo, provarlo e conservarlo nella propria cartella delle applicazioni.

Per vedere il risultato dell’uso di Paparazzi, provate a dare una occhiata al seguente file, dove abbiamo usato il software per catturare una interessantissima intervista a Nolan Bushnell, creatore di Atari.

Intervista a Nolan Bushnell

Link originale all’intervista

Paparazzi!Paparazzi!


Bookmark and Share
Aug 07

eheh, lo so, lo abbiamo detto un sacco di volte nell’ultimo periodo e alla fine siamo tornati per un po’, poi siamo riscomparsi di nuovo, per poi magari tornare ancora con qualche articolo.

La volontà di tornare alla grande c’è. MacZine, seppur piccolina, è una realtà molto importante nel panorama Apple italiano. Si parlava l’altro giorno con Federico Giacanelli, membro ad honorem della cricca di MacZine e si ricordavano i vecchi tempi di MacZine, fatti di articoli in formato DocMaker, inviati sui vari mirror info-mac. Insomma, quanta nostalgia per un prodotto che all’epoca era forse la cosa principale nella nostra vita. Poi le vite di tutti i membri della cricca, me compreso, si sono evolute. Chi è diventato papà (come papàPaolo), chi ha trovato lavoro, chi è diventato avvocato, chi ha costruito torri, insomma…ognuno di noi è stato spinto poco a poco verso altre destinazioni, verso altre strade e il tempo che potevamo dedicare a MacZine si è assottigliato sempre più.

Ma la voglia di comunicare, di stare a contatto con tanti altri appassionati Apple e di far scoprire piccole chicche software c’è sempre, inalterata e viva.

E allora forse è solo questione di organizzarsi per bene, di capire chi ha ancora cinque minuti di tempo da dedicare a MacZine, di vedere se ci sono nuove leve volenterose, se l’idea di presentare recensioni di prodotti shareware e freeware è sempre positiva ed interessante, se forse è il caso di allargare gli orizzonti a tutto ciò che è Apple…chi lo sa. Sicuramente ci sarebbe utile un vostro parere, una vostra opinione. Lo dico a tutti, sia a coloro che hanno scoperto MacZine per caso sia ai vecchi lettori di una volta (chissà se ci siete sempre…le statistiche del sito mi dicono che qualche lettore che bazzica di qua c’è ancora). Fateci sapere cosa ne pensate.

Nel frattempo prometto di mettermi a lavorare per MacZine ancora un po’, se fosse anche solo per aggiornare la versione di Wordpress che usiamo, per migliorare il layout del sito e per organizzare un paio di cose da fare. Qualche ideuzza per la testa ce l’ho…e finché il cervello funziona…

A presto!

Aaron
MacZine Coordinator (mamma mia da quanto non usavo questa firma :-) )

Bookmark and Share
Dec 15

Questa è una idea che mi è venuta un paio di giorni fa. Stavo chiacchierando via iChat con il mio amico Luca, quando ad un certo punto ho dovuto dargli una mano ad installare un programma. Piuttosto che perdere tempo scrivendo le istruzioni passo passo via chat, ho preferito attivare la condivisione del suo schermo, così da svolgere l’intervento direttamente sul suo Mac.

Tralasciando il fatto che ogni volta che uso la condivisione schermo resto basito per la semplicità e la funzionalità di questa opzione, non appena mi è comparso lo schermo di Luca sono rimasto incuriosito da una marea di strane icone che aveva sul suo dock e sulla sua barra superiore.

Ho capito, così, quanto possa essere interessante osservare come ognuno di noi usi il proprio Mac. In questo modo si possono trarre spunti importanti e nuove idee su come sfruttare al meglio il proprio computer, si scoprono nuovi software che non si erano mai considerati prima d’ora, si intuiscono scorciatoie, trucchetti e molto altro ancora.

Insomma, studiare il Mac del vicino fa sempre bene ed allora perché non lanciare questa idea anche su MacZine?

Il giochino è semplice. Inizio io a postare su queste pagine uno screenshot del mio dock e della mia barra superiore (data la lunghezza delle immagini, vi conviene cliccarci sopra per gustarvele a dimensione originale).

 

Ecco il dock di Aaron

Ecco il dock di Aaron

Vediamo un po’ che cosa potrebbe incuriosirvi…mmm…forse la quarta icona a partire da sinistra. Trattasi di MailSteward, ottimissimo programma di archiviazione di posta elettronica. L’ho appena acquistato (in versione Lite a poco più di $20,00) e prossimamente ne faremo una recensione per MacZine perché il software merita veramente.

Poi vediamo…beh c’è l’icona del popolare NetNewsWire (che continuo a togliere e mettere, sostituendolo ogni tanto con Google Reader) e poi, e poi, e poi…ecco, forse può intrigare la quarta icona a partire da destra (nella sezione applicazioni). Si tratta di Fluid, software gratuito che permette di creare mini applicazioni per qualsiasi sito web: controllate spesso la posta di Gmail e vi siete rotti di tenere aperto un tab di Safari? Presto detto, con un paio di click Fluid vi creerà una applicazione/mini-browser dedicata solo a Gmail. Comodissimo. Anche di questo vedrete prossimamente una recensione sulle pagine di MacZine.

Ah, poi vediamo se qualcuno indovina che applicazione è la seconda a partire da destra (sempre nella sezione delle applicazioni).

Ecco invece la mia barra superiore (fate sempre un click sull’anteprima della immagine).

 

La barra superiore di Aaron

La barra superiore di Aaron

Beh, qui di strano c’è solo l’icona a forma di uccellino, l’ottimo Twitterrific di Iconfactory, software per la gestine dei tweet di quella droga micidiale che è Twitter (a proposito, se volete seguirmi su Twitter, cliccate qui, eheheh).

Ecco, direi che per questa volta è sufficiente.

Se volete anche voi partecipare a questo simpatico giochino, potete inviare lo screenshot del vostro dock e della vostra barra superiore alla mia email: botolo86@gmail.com.

Attendo numerosi interventi e spero che questa idea vi sia piaciuta!

Aaron Ghirardelli

Bookmark and Share
Dec 12

Nome programma: Rohos Logon
Versione provata: 1.4.3
Software house : Rohos    
URL: www.rohos.com 
Prezzo: 29 USD

Rating: ★★★★☆ 

Pare proprio che ora grazie a questa piccola applicazione, ci voglia una chiave anche per accendere il Mac. Quindi, da oggi, vi occorre un portachiavi più grande per aggiungere a quelle di casa e della macchina anche quella per far partire la vostra Mela.

Cos’è?
Pochi KB (758) che rendono ancor più protetti e meno accessibili i vostri dati. Ma sarà poi così vero? Più avanti scopriremo se c’è modo di arrivare là dove sono contenute le vostre informazioni vitali anche se utilizziamo Rohos Logon. Ora però è presto.
Vi ricordate le chiavi hardware di Adobe? Senza quelle Photoshop per esempio non partiva! Rohos è un’applicazione che promette di trasformare una qualsiasi chiavetta USB in una chiave hardware associata in modo univoco al vostro Mac senza la quale non può funzionare. Tutti abbiamo in casa una chiavetta spazzatura, quelle che oramai non servono più a nulla, della capienza di 64Mb o 128 Mb. Archeologia informatica che oggi, grazie a Rohos potrebbe rivive la sua seconda vita o solo servire ancora. Attenzione potete comunque usare una qualsiasi chiave, anche di elevata capienza poiché rimane sempre e comunque disponibile come dispositivo di archiviazione.

Come si installa
Prima di tutto si scarica l’applicazione dal sito www.rohos.com/mac-os-x, poi doppio clik sul file .pkg all’interno della cartella scompattata.
Nella cartella c’è anche il file necessario in caso si voglia rimuovere il programma.

L'installazione del software
Si sceglie il disco di destinazione e in pochi secondi Rohos è installato. Occupa solo 1,3 Mb di spazio su disco. Attenzione, al temine della procedura è chiesto il riavvio.
Al riavvio nella barra di navigazione viene aggiunta l’icona di Rohos attraverso la quale potete gestire il programma. Da qui dovete selezionare “open Rohos Logon” e una volta scelta la chiavetta USB che desiderate usare come blocco di sicurezza con l’autenticazione attraverso la vostra password di sistema (viene richiesta per tre volte).

La finestra principale del software

Da subito non risulta chiaro dove come e se si debba inserire una password anche per la chiavetta, cosa che si suppone grazie alle presenza della finestra successiva dove c’è la possibilità di cambiare il proprio PIN. La procedura d’installazione è quindi rapida ma lascia a desiderare in quando ad informazioni precise ed univoche date all’utente che solo provando e con l’aiuto di un minimo di pratica riesce, senza difficoltà, ma non certo aiutato dall’intuitività della applicazione, a settare il programma in modo completo. Da notare che Robos riconosce come periferiche a lui congeniali per il blocco, non solo le chiavi USB ma anche HD esterni (USB) che al momento dell’apertura del programma sono attivi. Così potrebbe venire facile ai più curiosi settare il proprio HD esterno, utilizzato magari con Time Machine, come dispositivo di sicurezza in sostituzione alla chiave USB. Procedura alquanto inutile benché curiosa.

Come funziona
Sempre attraverso la finestra di dialogo precedente si può decidere cosa debba fare il Mac al momento del distacco della chiavetta. Le possibilità sono cinque: bloccare la scrivania; eseguire il log out, mettere il Mac in stop o in modalità sleep; non fare assolutamente nulla. Quest’ultima opzione inquieta visto che neutralizza completamente ogni funzionalità del programma. Chi mai la sceglierebbe? Sembra perciò inutile e anche dannosa. Visto e considerato che disinserita e reinserita la chiavetta con questa modalità il programma va in bomba. Superflua. In caso accensione del Mac senza chiavetta inserita si arriva alla classica lista utenti e prima di accedere a quello protetto si deve inserire la password di Logon precedentemente scelta. Se invece si toglie la chiavetta a mac acceso al momento del successivo reinserimento apparirà una scrmata nera con in evidenza la finestra per l’inserimento della sterssa password. Una volta digitata tutto torna alla normalità. Non sono richieste altre operazion

 

Lo schermo è bloccato al login

Lo schermo è bloccato al login

Ci protegge veramente?

Alla prova dei fatti, sembra che senza la password associata alla chiavetta non ci sia più modo di accedere al vostro utente, ripetiamo al vostro utente. Motivo per cui è consigliabile e consigliato farsi un duplicato della chiavetta stessa. Duplicare la chiave inoltre ha anche un altro vantaggio: potete decidere chi avrà accesso ai vostri dati anche in vostra assenza, l’amico fidato, la fidanzata o la vostra segretaria. Tutto però si può aggirare e quindi è presumibile che lo sia anche Logon. In primo luogo se il vostro Mac OS X prevede più utenti la chiave bloccherà solo il profilo sul quale è stata installata. Secondariamente ogni password fisica, come nel caso di Rohos o digitale che sia, può poco nel caso in cui il vostro Mac venga avviato in modalità HD utilizzando un disco di avvio esterno facendo diventare il vostro disco di avvio una semplicissima periferica di archiviazione. A questo punto i vostri dati potranno essere sottratti senza grossi problemi e conoscenze. Inoltre è quantomeno credibile che nel caso appena specificato si possano eliminare alcuni file necessari a Logon nelle preferenze così da effettuare una disinstallazione manuale del programma e liberare l’utente criptato. Su questa procedura però non ci soffermiamo e siamo stati volutamente evasivi per evitare di fomentare il malaffare.

Pregi
Avere un lucchetto in più sulla bici, piuttosto che uno solo o peggio nessuno, allontana sicuramente più malintenzionati. Quindi ben vanga Rohos Logon.

Difetti
Se si rimuove la chiave USB semplicemente togliendola il sistema rileva la classica schermata di avviso di pericolo “rimozione dispositivo USB errata”.
Sul sito pare si possono scaricare le istruzioni per l’installazione in ambiente Windows XP e Vista ma non su Mac OS X. Un difetto per Logon e un tacito complimento per Mac OS X al quale le istruzioni non occorrono per far girare un programma.

Conclusioni
Rohos Logon non si prefigge di essere un templare del vostro Mac, ma solo di innalzare notevolmente la protezione attiva dei vostri dati sensibili. In questa ottica funziona bene e con efficienza anche se alcuni aspetti potrebbero essere migliorati semplicemente attraverso l’uso di brevi indicazioni all’utente. Come tutte le passworld e sistemi di protezione può poco quando il vostro disco di avvio viene visto come semplice disco esterno e quindi il sistema operativo qui residente non è attivo e vigile, consentendo così a chiunque un facile accesso ai vostri dati.

Gianluca Cagnoni

Bookmark and Share
Dec 12

Sembra che non stiamo facendo ancora niente, ma piano piano sistemiamo i dettagli di MacZine. Abbiamo appena installato il nuovo Wordpress 2.7 (fantastico) e il plug-in CyStats per controllare il flusso dei visitatori su queste pagine. Ammetto che mi ha fatto piacere notare che ogni giorno un bel po’ di amici vengono a trovarci, sebbene qui non ci sia ancora niente. Sintomo che MacZine non è stata dimenticata…e di questo non possiamo che essere contenti!

A prestissimo!
Aaron

Bookmark and Share
Dec 06

MacZine sta veramente per ripartire. Manca proprio poco. Abbiamo arruolato nuova gente (ma l’invito a tutti coloro che desiderano darci una mano è sempre aperto!) e abbiamo in saccocia già un paio di recensioni.

Attendiamo di averne un altro paio – così da garantire un minimo di continuità – e poi si parte.

Iniziate ad allacciarvi le cinture di sicurezza e godetevi questo bellissimo tema di Wordpress (iTheme).

A presto,

Aaron Ghirardelli

Bookmark and Share