Nome programma: Rohos Logon
Versione provata: 1.4.3
Software house : Rohos
URL: www.rohos.com
Prezzo: 29 USD
Rating: 



Pare proprio che ora grazie a questa piccola applicazione, ci voglia una chiave anche per accendere il Mac. Quindi, da oggi, vi occorre un portachiavi più grande per aggiungere a quelle di casa e della macchina anche quella per far partire la vostra Mela.
Cos’è?
Pochi KB (758) che rendono ancor più protetti e meno accessibili i vostri dati. Ma sarà poi così vero? Più avanti scopriremo se c’è modo di arrivare là dove sono contenute le vostre informazioni vitali anche se utilizziamo Rohos Logon. Ora però è presto.
Vi ricordate le chiavi hardware di Adobe? Senza quelle Photoshop per esempio non partiva! Rohos è un’applicazione che promette di trasformare una qualsiasi chiavetta USB in una chiave hardware associata in modo univoco al vostro Mac senza la quale non può funzionare. Tutti abbiamo in casa una chiavetta spazzatura, quelle che oramai non servono più a nulla, della capienza di 64Mb o 128 Mb. Archeologia informatica che oggi, grazie a Rohos potrebbe rivive la sua seconda vita o solo servire ancora. Attenzione potete comunque usare una qualsiasi chiave, anche di elevata capienza poiché rimane sempre e comunque disponibile come dispositivo di archiviazione.
Come si installa
Prima di tutto si scarica l’applicazione dal sito www.rohos.com/mac-os-x, poi doppio clik sul file .pkg all’interno della cartella scompattata.
Nella cartella c’è anche il file necessario in caso si voglia rimuovere il programma.
Si sceglie il disco di destinazione e in pochi secondi Rohos è installato. Occupa solo 1,3 Mb di spazio su disco. Attenzione, al temine della procedura è chiesto il riavvio.
Al riavvio nella barra di navigazione viene aggiunta l’icona di Rohos attraverso la quale potete gestire il programma. Da qui dovete selezionare “open Rohos Logon” e una volta scelta la chiavetta USB che desiderate usare come blocco di sicurezza con l’autenticazione attraverso la vostra password di sistema (viene richiesta per tre volte).
Da subito non risulta chiaro dove come e se si debba inserire una password anche per la chiavetta, cosa che si suppone grazie alle presenza della finestra successiva dove c’è la possibilità di cambiare il proprio PIN. La procedura d’installazione è quindi rapida ma lascia a desiderare in quando ad informazioni precise ed univoche date all’utente che solo provando e con l’aiuto di un minimo di pratica riesce, senza difficoltà, ma non certo aiutato dall’intuitività della applicazione, a settare il programma in modo completo. Da notare che Robos riconosce come periferiche a lui congeniali per il blocco, non solo le chiavi USB ma anche HD esterni (USB) che al momento dell’apertura del programma sono attivi. Così potrebbe venire facile ai più curiosi settare il proprio HD esterno, utilizzato magari con Time Machine, come dispositivo di sicurezza in sostituzione alla chiave USB. Procedura alquanto inutile benché curiosa.
Come funziona
Sempre attraverso la finestra di dialogo precedente si può decidere cosa debba fare il Mac al momento del distacco della chiavetta. Le possibilità sono cinque: bloccare la scrivania; eseguire il log out, mettere il Mac in stop o in modalità sleep; non fare assolutamente nulla. Quest’ultima opzione inquieta visto che neutralizza completamente ogni funzionalità del programma. Chi mai la sceglierebbe? Sembra perciò inutile e anche dannosa. Visto e considerato che disinserita e reinserita la chiavetta con questa modalità il programma va in bomba. Superflua. In caso accensione del Mac senza chiavetta inserita si arriva alla classica lista utenti e prima di accedere a quello protetto si deve inserire la password di Logon precedentemente scelta. Se invece si toglie la chiavetta a mac acceso al momento del successivo reinserimento apparirà una scrmata nera con in evidenza la finestra per l’inserimento della sterssa password. Una volta digitata tutto torna alla normalità. Non sono richieste altre operazion

Lo schermo è bloccato al login
Ci protegge veramente?
Alla prova dei fatti, sembra che senza la password associata alla chiavetta non ci sia più modo di accedere al vostro utente, ripetiamo al vostro utente. Motivo per cui è consigliabile e consigliato farsi un duplicato della chiavetta stessa. Duplicare la chiave inoltre ha anche un altro vantaggio: potete decidere chi avrà accesso ai vostri dati anche in vostra assenza, l’amico fidato, la fidanzata o la vostra segretaria. Tutto però si può aggirare e quindi è presumibile che lo sia anche Logon. In primo luogo se il vostro Mac OS X prevede più utenti la chiave bloccherà solo il profilo sul quale è stata installata. Secondariamente ogni password fisica, come nel caso di Rohos o digitale che sia, può poco nel caso in cui il vostro Mac venga avviato in modalità HD utilizzando un disco di avvio esterno facendo diventare il vostro disco di avvio una semplicissima periferica di archiviazione. A questo punto i vostri dati potranno essere sottratti senza grossi problemi e conoscenze. Inoltre è quantomeno credibile che nel caso appena specificato si possano eliminare alcuni file necessari a Logon nelle preferenze così da effettuare una disinstallazione manuale del programma e liberare l’utente criptato. Su questa procedura però non ci soffermiamo e siamo stati volutamente evasivi per evitare di fomentare il malaffare.
Pregi
Avere un lucchetto in più sulla bici, piuttosto che uno solo o peggio nessuno, allontana sicuramente più malintenzionati. Quindi ben vanga Rohos Logon.
Difetti
Se si rimuove la chiave USB semplicemente togliendola il sistema rileva la classica schermata di avviso di pericolo “rimozione dispositivo USB errata”.
Sul sito pare si possono scaricare le istruzioni per l’installazione in ambiente Windows XP e Vista ma non su Mac OS X. Un difetto per Logon e un tacito complimento per Mac OS X al quale le istruzioni non occorrono per far girare un programma.
Conclusioni
Rohos Logon non si prefigge di essere un templare del vostro Mac, ma solo di innalzare notevolmente la protezione attiva dei vostri dati sensibili. In questa ottica funziona bene e con efficienza anche se alcuni aspetti potrebbero essere migliorati semplicemente attraverso l’uso di brevi indicazioni all’utente. Come tutte le passworld e sistemi di protezione può poco quando il vostro disco di avvio viene visto come semplice disco esterno e quindi il sistema operativo qui residente non è attivo e vigile, consentendo così a chiunque un facile accesso ai vostri dati.
Gianluca Cagnoni
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